PATRICIA FRASER

WATCH YOUR STEP

The main focus is on manipulated photography, which emerges in the form of light images, exploring the relationship between memory, perception, and the environment. A linear movement marks a clear path, with both a beginning and an end. There are empty spaces, pauses, fragments, and then moments of fullness. The observer’s gaze guides the rhythmic interpretation of the images and the communicative tension they convey. The sequences highlight the artist’s intentional use of photography as a medium for deeper emotional and conceptual exploration. The images reveal that not everything is as it seems; there is abstraction at play, which encourages the viewer to delve further, an invitation to reflect and interpret the surrounding world in terms of perception and underlying symbolism. Distorted perspectives and deconstructed elements create an ongoing exploration between illusion and reality, while also probing the ambiguity of contexts and details. Brief narrative frames evoke life, emotions, and nostalgic places, sometimes undefined, like snapshots from a personal story. It’s as if the works are short reels, examining the artist’s own journey, suspended between reality and memory. Through the exploration of the photographic process, the artist sought to return to traditional techniques. The emulsion-lifting collage points to a tangible and tactile relationship with the medium, emphasizing the physicality of creating art, enabling the photographs to attain further magic through the transformation.

Protagonista è la fotografia, che nelle sue immagini leggere appare come traccia di un ricordo lontano. Un movimento lineare indica un percorso, un inizio e una fine. Vuoti, intervalli, frammenti e pieni si alternano. È lo sguardo dell’osservatore che guida la lettura ritmica delle immagini e la loro tensione comunicativa. Le sue opere raccontano con un linguaggio espositivo fatto di poesia visiva, il nostro spazio circostante, luoghi e non luoghi, e la relazione tra uomo e ambiente. Le immagini rivelano che non tutto è come sembra, poiché un lavoro di astrazione trasporta chi le osserva. Distorsioni prospettiche e scomposizioni creano una continua ricerca tra illusione e realtà, indagando anche l’ambiguità dei contesti e degli elementi. Brevi fotogrammi narrativi evocano affetti e luoghi nostalgici, a volte indefiniti. Un cortometraggio che esplora il suo percorso, sospeso tra il reale e la memoria. Nell’indagine sul processo fotografico, l’artista ha sentito l’esigenza di ritornare ad alcune tecniche del passato, desiderando “fare arte” nel senso fisico della realizzazione. Ha adattato il medium alle proprie necessità comunicative, utilizzando la tecnica del distacco dell’emulsione con trasferimento su carta come contenitore privilegiato delle immagini. I collage fotografici nascono da una sperimentazione attiva che rivendica la materialità dell’immagine. Così la fotografia manipolata riacquista ulteriore magia attraverso il processo di trasformazione.


PATRICIA FRASER

Patricia Fraser, born in San Juan, Puerto Rico, is an artist based in Milan. Her work spans photography, painting, video art, sculpture, and installation, deeply shaped by her cultural background. Her multidisciplinary approach blends personal experiences with diverse influences, creating a powerful artistic narrative. Patricia has participated in numerous international exhibitions, gaining recognition and collaborating with institutions and foundations that explore the intersection of art and social awareness.

Patricia Fraser, nata a San Juan, Porto Rico, è un’artista che vive e lavora a Milano. Il suo lavoro spazia tra fotografia, pittura, video-arte, scultura e installazione. Il suo approccio multidisciplinare fonde esperienze personali e tradizioni culturali diverse, creando una evocativa narrazione artistica. Ha partecipato a numerose mostre internazionali, ottenendo riconoscimenti e collaborando con istituzioni e fondazioni che esplorano l’intersezione tra arte e consapevolezza sociale.