PAOLA CASSOLA

PRESENCE, ABSENCE, CONTINGENCY / 2014-2024

With a bold and provocative vision, Paola Cassola explores the fragility of female identity and the struggle for empowerment through sculptures that challenge physical and social limits, inviting reflection on the complexity of gender and contemporary society.

Con una visione audace e provocatoria, Paola Cassola esplora la fragilità dell’identità femminile e la lotta per l’emancipazione attraverso sculture che sfidano i limiti fisici e sociali, invitando a riflettere sulla complessità del genere e della società contemporanea.


BODY NATURE

This series of photographs emerged from a 15-day immersion in the eco-paradise of Ilha Grande, Brazil. The island’s lush flora and fauna initially caused significant discomfort and physical pain. However, through direct contact with the tropical nature, the artist experienced relief and a surge of energy. As Matthew Silverstone explains, the vibrational properties of trees and plants enhance health, concentration, reaction time, and mental well-being. The artist emphasizes the urgent need to protect nature and raise awareness of the environmental crises through the power of art.

Questa serie di fotografie è nata da un’immersione di 15 giorni nell’eco-paradiso di Ilha Grande, in Brasile. L’incontro con la rigogliosa flora e fauna dell’isola ha inizialmente provocato un forte disagio e dolore fisico. Tuttavia, progressivamente attraverso il contatto diretto con la natura tropicale, l’artista ha sperimentato sollievo e un’ondata di energia. Come spiega Matthew Silverstone, le proprietà vibrazionali degli alberi e delle piante migliorano la salute, la concentrazione, i tempi di reazione e il benessere mentale. L’artista sottolinea l’urgente necessità di proteggere la natura e sensibilizzare sulle crisi ambientali attraverso il potere dell’arte.


PAOLA CASSOLA

Multi-media artist Paola Cassola began her career as a journalist and photo-reporter working for Vogue and other International news magazines around the world. Her numerous assignments led her to extensive travels, covering a variety of universal topics relating to beauty/identity, gender identity, politics, sustainability, poverty, wealth, health and culture to name a few. These experiences led to a deeper exploration and understanding of other cultures. Her earliest years were steeped in dance. She continued her love for movement, studying ballet, modern, jazz and contemporary rhythmic dance, which she learned during her travels. Her pursuit of dance continued until an accident caused her body extremely limited mobility in 2004. This pivotal moment required a drastic change in her life's course, leading her to consider other methods of expression such as acting roles in theatrical performances. Cassola saw this new art form as both a cathartic and spiritual experience and one to help her fully understand her own body-identity. In 2012 she embarked upon a series of performance works where she used photography to document her vulnerability and examine identity and intimacy. In 2014 at the Art Fair in Rio de Janeiro she introduced one of her most notable and courageous performance works which encouraged the public to fully commit to their own vulnerability, by participating with their eyes closed, as they were prompted to trust the artist and follow her lead. Cassola's practice continues to develop different forms of movement and technique that allow her to push the boundaries of the body. Her work aims to question how the physical form can move through space and time either as one entity or in tandem choreography with others. Cassola was born in Milano, and has lived and worked in London, Madrid, Geneva, Santiago de Chile and Rio de Janeiro. The artist currently lives and works between Miami, US and Pietrasanta, Italy. In 2003 she held her first internationally recognized photography exhibition with the United Nations in Geneva, Switzerland. In 2007, she became the first artist to travel from London to Ulanbataar (Mongolia), in 30 days, in a vintage Fiat 500 car.

L’artista multimediale Paola Cassola ha iniziato la sua carriera come giornalista e fotoreporter, lavorando per Vogue e altre riviste di informazione internazionali. I suoi numerosi incarichi l’hanno portata a viaggiare ampiamente, affrontando una varietà di temi universali legati a bellezza e identità, genere, politica, sostenibilità, povertà, ricchezza, salute e cultura, tra gli altri. Queste esperienze hanno alimentato una comprensione più profonda delle diverse culture. I suoi primi anni sono stati immersi nella danza. Ha coltivato la sua passione per il movimento studiando balletto, danza moderna, jazz e danza ritmica contemporanea, discipline che ha approfondito nei suoi viaggi. La sua dedizione alla danza è proseguita fino al 2004, quando un incidente ha gravemente limitato la sua mobilità. Questo momento cruciale l’ha spinta a cambiare drasticamente il proprio percorso di vita, portandola a esplorare nuove forme di espressione, tra cui la recitazione teatrale. Cassola ha vissuto questa esperienza artistica come un atto sia catartico che spirituale, utile a comprendere pienamente la propria identità corporea. Nel 2012 ha avviato una serie di performance in cui ha utilizzato la fotografia per documentare la propria vulnerabilità ed esplorare il concetto di identità e intimità. Nel 2014, all’Art Fair di Rio de Janeiro, ha presentato una delle sue opere performative più audaci, invitando il pubblico a sperimentare la vulnerabilità in modo totale: i partecipanti, ad occhi chiusi, dovevano affidarsi completamente all’artista e seguirne la guida. La sua ricerca continua a sviluppare diverse forme di movimento e tecniche che le permettono di oltrepassare i limiti del corpo. Il suo lavoro esplora come la forma fisica possa attraversare lo spazio e il tempo, sia come entità singola che in una coreografia condivisa con altri. Nata a Milano, Cassola ha vissuto e lavorato a Londra, Madrid, Ginevra, Santiago del Cile e Rio de Janeiro. Attualmente vive e lavora tra Miami, negli Stati Uniti, e a Pietrasanta, in Italia. Nel 2003 ha tenuto la sua prima mostra fotografica di rilievo internazionale presso le Nazioni Unite a Ginevra, in Svizzera. Nel 2007 è stata la prima artista a viaggiare da Londra a Ulan Bator (Mongolia) in 30 giorni a bordo di una Fiat 500 d’epoca.